L’importanza di tenere un diario

L’importanza di tenere un diario.

Quanta somiglianza c’è  tra un libro e l’uncinetto?        

copertina originale trama errore risvolto cucitura margine bordo angolo taglio asola catenella coperta filo verso

Ho fatto un gioco,

una piccola ricerca: quante parole hanno valore e significato per il libro e per l’uncinetto.

Sono partita dal glossario del libro e ho tenuto quelle parole che hanno un significato anche per l’uncinetto:

autore copertina trama originale errore risvolto cucitura margine bordo angolo taglio asola catenella coperta filo verso

sicuramente ce ne saranno molte altre, anzi se ne trovi, scrivimele nei commenti, così allunghiamo la lista

Quale può essere il nostro libro, un libro che possiamo scrivere tutti?:

 il diario.

Secondo gli psicologi, scrivere un diario o fermare sulla carta le proprie riflessioni è funzionale al nostro benessere.

Il diario è il testimone quotidiano e concreto della nostra continua evoluzione e miglioramento.

Ho cercato nel web il significato di diario e, a parte la definizione del dizionario

  1. Cronaca o relazione giornaliera dei fatti visti o vissuti, o anche delle sole esperienze spirituali di una persona.
  2. 2. Registro giornaliero.

che ci interessa un po meno

ho scoperto cose interessanti che possono combaciare con l’uncinetto.

Qual è lo scopo della scrittura?

Qual è lo scopo della scrittura?

Lo scopo principale della scrittura è comunicare, ovvero trasformare quello che abbiamo in testa in qualcosa che possa essere facilmente compreso.

Ok non è difficile..

la trama che lavoriamo a uncinetto, è come la scrittura, un qualcosa che avevamo immaginato e che abbiamo trasformato.

Cosa stimola la scrittura?

La scrittura a mano stimola la connettività cerebrale
grazie al movimento delle dita durante la formazione delle lettere

Eh lo so che lo hai già pensato anche tu

L’uncinetto stimola la connettività cerebrale grazie al movimento delle dita durante la formazione dei punti.

Quanto fa bene scrivere?

La scrittura ha il vantaggio di fermare i pensieri che vagano confusi nella nostra mente, favorendo al contempo un distacco dalle forti emozioni.

Ok potrei anche non ripeterlo, ma facciamolo dai,

Quanto fa bene lavorare a uncinetto?

L’uncinetto ha il vantaggio di fermare i pensieri che vagano confusi nella nostra mente, favorendo al contempo un distacco dalle forti emozioni.

Bene non ci sono dubbi, possiamo fare il nostro diario di uncinetto!!

Cosa è un diario?

Il diario è una forma particolare di libro, è uno scritto intimo che non facciamo per gli altri, ma per noi stessi.

Il diario non è scritto per essere letto, è scritto per mettere su carta emozioni e sensazioni.

Riflettere sui nostri sentimenti, sui pensieri e sulle nostre azioni ci dà maggiore consapevolezza e comprensione dei comportamenti nostri e degli altri.

Ma se non ho nulla da scrivere come faccio?

Ci sono persone spinte dall’esigenza di esprimere tutto su carta, di riempire pagine di pensieri che non possono più tenere nella testa. E’ un’esigenza, un’azione impossibile da non fare.

Altri come me meno abituati alla scrittura il foglio bianco spaventa, quasi allontana da sé e allontana i pensieri, come se nella mente si aprisse il vuoto.

Non ho niente da scrivere.

Ecco forse l’aspettativa è troppo alta.

Il diario, è il nostro diario e siamo noi a decidere come riempirlo.

Se decidiamo di avere un diario (per tutti quei motivi citati prima) è bene stabilire una routine quotidiana.

Scegliamolo come ci piace, blocco, quaderno, agenda, piccolo o grande che sia,

scegliamo la penna o la matita.

Decidiamo il momento della giornata in cui possiamo concederci un tempo di riflessione: 5 minuti.

5 minuti è il minimo, ovviamente puoi superarli quanto vuoi, ma non diminuirli!

In questi 5 minuti riflettiamo, ….scriviamo la data e l’ora e poi si può cominciare. Se non ci va, non scriveremo nulla, ma…….dobbiamo fare una sola azione, prendere la penna e appoggiarla al foglio, fare un puntino in mezzo alla pagina, solo un punto.

Il giorno dopo procediamo nello stesso modo…ma sforziamoci di scrivere 1 parola, una sola, la prima che ci viene in mente, se ti va puoi riflettere e scrivere del perché hai scelto proprio quella.

Se le parole sono limitanti per te, dai libero sfogo alla creatività, con disegni, foto, scontrini o biglietti, nastri e pezzi di giornale. Le cose che hai incontrato durante al giornata e che in qualche modo ti sono rimaste vicine, e che per chissà quale motivo non le hai gettate.

Sei tu a decidere che tipo di diario creare.

Col tempo dovrebbe diventare un’attività rilassante e gratificante e sarà bello sfogliare le pagine indietro e rivivere i ricordi che sarebbero stati dimenticati.

L’importanza di tenere un diario di uncinetto

Oggi ti spiego più in dettaglio il progetto di uncinetto che stiamo facendo legato al podcast.

Perché una pagina di diario? Ma soprattutto si può fare una pagina di diario all’uncinetto?

Subito la risposta alla seconda domanda, che è un sì ovviamente, altrimenti non starei qui a parlarne.

Ho voluto che rimanesse un oggetto tangibile, legato al percorso che stiamo facendo insieme.

Un ricordo di questo percorso di avvicinamento all’uncinetto, per chi è alle prime armi.

Ti devi allenare per imparare i vari punti, dovrai quindi ripetere più volte le righe avanti e indietro del punto scelto, e continuare così per un po’,

Perché allora non dare un significato al lavoro che stai facendo, non ha importanza se non è preciso e ci sono errori. Verrà fuori una lavorazione rettangolare che incornicerai in un bel bordo e rilegherai insieme ad altre pagine che farai lungo il cammino. Un diario di bordo, appunto.

Se sei esperto, rimani con noi

interpreta a tuo modo e stile le tue pagine del libro. Forma (quadrato, rettangolare? Perché no, anche un cerchio). Punti nuovi che vuoi provare, filati da smaltire, pagine bianche o colorate. Le puoi ricamare se vuoi.

E’ un progetto che prenderà forma nel tempo, si comporrà di tutte le prove, intenzioni ed esperimenti, una raccolta del tuo processo creativo.

Se ti diverte, puoi proprio fare un libro, creare pagine specifiche, e a tema….spazio alla fantasia.

E adesso che hai fatto la tua prima pagina, osservala…..

Se avessi iniziato con una catenella più lunga, e quindi più punti da lavorare e se invece di esserti fermato alla misura, all’altezza di una pagina….avessi continuato per tanto ancora….bhe…..non ci vedi una bella sciarpa?

Se invece fai un quadrato, della misura di un cuscino……ne replichi un altro….cuci ed hai una bella federa!

E ancora, hai un rettangolo, unisci i due lati corti cucendoli….questo bel tubo che hai appena creato non è uno scaldacollo?

e se una delle estremità aperte di questo tubo, la arricci e la cuci stretta, non è un bel cappello?

Da due rettangoli puoi anche fare una maglietta.

Questi sono solo alcuni degli esempi che puoi immaginare e creare.

Possiamo dire che la nostra pagina è come un pattern replicabile.

Il nostro diario diventa uno spazio di creazione e produzione di idee, invenzioni ed emozioni.

Il diario diventa un luogo per esercitare il nostro talento

Anche a distanza di anni, riaprire il diario sarà come tornare indietro nel tempo e l’occasione per rivivere tante emozioni positive.

Quale miglior modo per collezionare ricordi?

https://youtu.be/rk6yvCaF1Fc

Sei maschio o sei femmina?

Sei  maschio o sei femmina?

Sei un ascoltatore o un’ascoltatrice?

E’ una riflessione, su un argomento che mi sta particolarmente a cuore.

Un’amica l’altro giorno mi ha fatto notare che quando parlo nel mio podcast mi rivolgo all’ascoltatore in forma maschile,

non sarebbe meglio farlo al femminile visto l’argomento?

 sicuramente le ascoltatrici saranno quasi esclusivamente femminili.

l’argomento uncinetto però secondo me è per tutti, si tutti, maschi e femmine e io mi rivolto appunto a tutti.

Tutti e tutte forse dovrei dire,

io mi rivolgo in forma maschile semplicemente perché è la lingua italiana che lo prevede, se diciamo TUTTI si intende tutti e tutte.

E’ una regola della lingua italiana, che non prevede un neutro.

Potrei utilizzare sempre la doppia formula cioè ascol/trice tutti/e, diventerebbe però poco fluido l’ascolto di questo podcast.

E non vorrei fare la scelta di utilizzare solo il femminile anche se probabilmente il 90 percento del mio pubblico lo è,

In ogni caso io mi rivolgo sia ai maschi che alle femmine.

Sei maschio o sei femmina<‘

Ma chi sono questi maschi che si interessano all’uncinetto o alla maglia?

Subito viene in mente l’immagine di Tom Daley, tuffatore olimpionico britannico, è diventata famosa la sua foto sui palchi di Tokyo mentre sferruzza una mini pochette per conservare la medaglia d’oro appena vinta.

Russel crow, attore, famoso soprattutto per il ruolo di Massimo Decimo ne Il Gladiatore, 

Ryan Gosling L’attore canadese, sono appassionati di maglia e uncinetto

Solo per citarne alcuni

Ma gli uomini comuni, quelli che incontriamo tutti i giorni chi sono? Chi lavora a uncinetto o a maglia?

Nel mondo anglosassone e nel nord europa in genere, uomini e donne indistintamente coltivano questa passione, esistono corsi appositi anche nelle scuole e università.

Dunque un hobby per tutti, e non solo, anche un lavoro per alcuni.

Qui in italia purtroppo ancora abbiamo molti pregiudizi,  legati agli stereotipi e al mito della mascolinità. Forse è un po’ così nei paesi latini.

Fortunatamente però molte cose stanno cambiando, i social media hanno svolto un ruolo enorme nel rendere l’uncinetto più inclusivo e accessibile,

l’uncinetto attira una vasta gamma di persone, anche uomini che amano e apprezzano quest’arte, e  soprattutto i giovani uomini il cui interesse è crescente.

Molto conosciuto è il  gruppo che si chiama i Magliuomini nato nel 2012  e  che  oggi conta migliaia di iscritti

I Magliuomini sono uomini che amano fare la maglia, l’uncinetto, la filatura, il ricamo, il macramè e la tessitura”, ma attenzione non è un gruppo esclusivo, vi partecipano anche le donne.

Attraverso i social restano in contatto, si scambiano consigli e organizzano incontri nelle varie città o dei veri e propri raduni.

Per chi è del settore, chi bazzica sui social, chi frequenta da tempo questo ambiente e si interessa di arte tessile è abituato a non distinguere il genere dell’uncinetto, è un argomento ormai sdoganato,  

ma mi accorgo che tra le persone comuni non è così, il pregiudizio non è solo di genere ma anche legato all’età, come se fosse un hobby solo per le nonne.

E spesso non ci si trova a proprio agio a lavorare da soli in pubblico, soprattutto se si è uomini, a causa degli sguardi troppo curiosi e di scherno.

Se sei incuriosito, se sei tentato ma nello stesso tempo intimorito, non desistere, l’uncinetto è discreto, piccolo si nasconde facilmente e non per forza deve essere l’argomento principale di un primo appuntamento!

E ora dimmi, tu che mi ascolti sei maschio e sei femmina?

Sostenibilità e consapevolezza per il nostro benessere

Sostenibilità e consapevolezza per il nostro benessere

podcast conta con me

Conto le maglie alte

Ogni momento di attesa diventa per me un’occasione da non perdere per lavorare a uncinetto.

Anche se ho solo pochi minuti liberi non posso aspettare

Perché questa ingordigia? E’ sana?

Riflessione – Sostenibilità e consapevolezza per il nostro benessere

Sostenibilità e uncinetto, è possibile?                      

Riflettiamoci insieme.

Nella scorsa puntata abbiamo parlato degli eccessi di noi malati di uncinetto. E’ stato un gioco ma in fondo un pizzico di verità c’è.

Cerchiamo di capire se c’è un modo sostenibile per questa nostra passione, una nuova consapevolezza nel nostro rapporto col mondo e noi stessi.

La prima parola che mi viene in mente è minimalismo, lo so parola usata e abusata.

Avvicinarsi a uno stile di vita minimal però non vuol dire privarsi di tutto,

per me è dare valore a ciò che per ognuno di noi ha un reale significato, e che  dà beneficio

il minimo non è inteso in senso assoluto, ma è il minimo per noi, che è soggettivo e personale e guidato dai nostri valori.

Dobbiamo agire su 3 fronti,  fondamentali:

Preservare le risorse, concentrarci sull’essenziale, e consumare in modo consapevole.

Credo sia questa la chiave, la consapevolezza.

Lo sforzo che possiamo fare è proprio questo atto di consapevolezza: fare spazio alle cose ci stanno più a cuore.

Ridurre per lasciare posto a quegli oggetti, quelle attività e quelle persone che portano felicità, gioia e serenità nella nostra vita.

In questo senso il minimalismo è un’esigenza dell’anima.

Scegliere in maniera cosciente ci fa agire sul piano più concreto e materiale, per poter infine operare sul nostro mondo interiore.

E’ importante vivere intenzionalmente

Fumio Sasaki, autore minimalista giapponese ci spiega come  gli oggetti intorno a noi ci inviano continuamente dei messaggi

La chiama la silent list cioè la lista silenziosa

E’ come se gli oggetti ci parlassero, richiamando con la loro presenza costantemente la nostra attenzione. I piatti nel lavandino ci dicono lavaci, gli oggetti sulle mensole ci dicono spolveraci, i vestiti in disordine ci dicono sistemaci,  il telefonino ci dice prendimi.

Ovunque posiamo gli occhi ci sono questi oggetti che ci distraggono.

In qualche modo consumano il nostro tempo e la nostra energia, anche solo per la loro presenza, perché ci parlano in silenzio.

E’ rumore intorno a noi e dobbiamo imparare a limitarlo secondo Fumio  riducendo al minimo gli oggetti che facciamo entrare nella nostra vita scegliendoli in un modo consapevole.

Sceglierli in modo consapevole significa che li teniamo cioè solo se siamo pronti a scambiare con loro tempo ed energia.

Questo concetto mi piace molto, non ci dice di ridurre tutto al minimo, ma di mantenere quello che possiamo vivere, di cui possiamo goderne e trarne beneficio.

Negli ultimi anni ho cercato uno stile di vita più minimalista, cioè tenere solo cose che effettivamente utilizzo, per esempio in cucina, gli attrezzi sono sempre tanti

ho ridotto i vestiti e ogni anno elimino o regalo cose che non ho utilizzato di recente.

Non mi viene bene questo lavoro….siamo una famiglia di 5 persone e lo spazio che lascio io….viene immediatamente riempito da qualcuno che non ha sposato il mio stesso impegno.

In più ogni volta che a casa manca qualcosa….automaticamente la colpevole sono io…. che sicuramente l’avro buttato.

La silent list dell’uncinetto – Sostenibilità e consapevolezza per il nostro benessere

I filati e l’uncinetto possono essere esonerati dalla silent list?

Sicuramente anche loro ci parlano silenziosamente in continuazione.

Anche per l’uncinetto non sono esagerata, non possiedo in termini assoluti molti filati adire la verità,

Ma appunto proprio per il concetto che esprimevo  del “il nostro minimo”, mi accorgo che è comunque troppo.

Non è il numero assoluto di filati, ma è la tipologia e il modo in cui li possiedo.

Per esempio ho gomitoli derivanti da acquisti sbagliati fatti  all’inizio che non sono riuscita ad utilizzare e che quasi sicuramente non utilizzerò mai.

Proviamo una felicità al momento dell’acquisto, quasi inebriante, ma siamo sicuri che poi questa felicità in casa si mantenga a lungo?

Oppure ho accettato filati in regalo solo perché gratis, senza sapere di fatto  cosa farci

e rendendomi conto che nemmeno dopo molti mesi o anni non ho trovato un loro utilizzo. E giacciono sapendo che rimarranno lì per sempre.

Se è comunque un ricordo,  un regalo sentito, un acquisto fatto insieme  ad un amico o amica, oppure legato a qualche evento …bhe, va bene comunque, basta la dolcezza del ricordo a dargli un posto di riconoscimento in casa.

Ho cercato di darmi delle regole, che sono mie e per le mie esigenze, per far si che non mi senta sopraffatta dalle loro voci, ma che sia un’esperienza felice con loro.

Ho avuto la necessità di rivedere tutto il mio stash e dividerlo in 3 sezioni

1 – i filati belli, magari appena comprati, di cui ne possediamo in quantità da poter realizzare un maglione o comunque un capo intero. Questo sono i filati da tenere sempre bene presente prima di fare un nuovo acquisto.

2 – gli avanzini, dei gomitoli belli, avanzati da progetti e che quindi ne possiedo di pochi metraggi. Sono sicuramente da tenere per progetti piccoli o colorati, per esperimenti e prove.

3 – tutti quei gomitoli che non ci piacciono che non riusciamo ad usare perché non adatti a uncinetto. Questi ebbene sì, dovrebbero essere eliminati

Le regole per gestire la mia passione con sostenibilità – Sostenibilità e consapevolezza per il nostro benessere

Vediamo in concreto quali sono le regole che mi sono data, i primai passi che posso fare con la mia passione, se già lo fai anche tu  e se rispecchia i tuoi valori:

Prima regola che mi sono data è non comprare….sembra banale ma è l’unico modo per non ingrassare il nostro stash.

Cosa intendo non comprare

cioè …..fino a che non hai lavorato i filati che già possiedi, quei filati della prima sezione, quei filati belli che potranno sicuramente sostituire egregiamente la tipologia indicata in un determinato progetto. Prima di acquistarne di nuovi sei sicuro che tra quelli che possiedi non ce ne siano di adatti alla sostituzione?

La seconda regole è se compri,  scegli bene, parti dai filati che sono giusti per te quei filati che possono essere utilizzati con facilità e piacere, che sono adatti al tuo livello di capacità e che non ti facciano impazzire se magari devi disfare un pezzetto di lavoro.

Quei filati che ti fanno arrivare alla fine del progetto e non abbandonare tutto.

La terza regola è quella di  valutare bene cioè sapere già  l’utilizzo che se ne vuol fare e non agire d’impulso, acquistarli solo perché ti piacciono e vedrai tanto sicuramente qualcosa farai,

il rischio che l’entusiasmo possa calare entro pochi giorni è alto.

La quarta regola è valutare la composizione dei filati e capire quelli che effettivamente sono più facili da manutenere

e scegliere i  difficili solo se sappiamo effettivamente che abbiamo voglia di occuparcene e che ne siamo in grado

I nostri lavori vanno trattarli con cura e rispetto e cercare di farli rimanere più a lungo possibile con noi.

La quinta regola è l’organizzazione: l’ordine aiuta a percepire lo spazio in modo più calmo  e sereno in modo da

  • avere tutto sott’occhio senza il rischio semplicemente di dimenticarli, non ti scordi, ti rendi conto davvero di quando possiedi, non dimentichi in giro cose.
  • Dividerli per colore, per composizione, e per metraggio così da facilitare la scelta per nuovi progetti

La sesta regola è quella uno dentro, uno fuori, compri un nuovo filato solo quando ne hai consumato uno del tuo stash

La settima regola è la regola dell’eccezione: prevedi le eccezioni alle regole che ti sei dato, l’utilità di questo elenco è proprio quello di darsi un metodo, ma quando è bello ogni tanto agire d’istinto.

AMA QUELLO CHE FAI

E infine, non è una regola,  ama quello che hai

Questo è il  cuore di tutto,

la convinzione che ci manchi sempre qualche cosa per essere felici, ci fa inseguire l’ennesimo acquisto che magari abbiamo visto on line solo perchè ci sembra che ci manchi quello per esser felici,

in realtà se ci guardiamo intorno ci accorgiamo che abbiamo già tutto quello che ci può dare gioia.

Se ci concentriamo sui nostri filati, quello che possono darci e come possono essere utilizzati magari per progetti a cui non avevamo pensato, diamo sfogo a nuove idee. Saremo così pieni di gioia che non andremo certo on line a comprare l’ennesimo offerta solo perché in sconto

E ora dimmi, i tuoi gomitoli ti parlano?

sei un accumulatore seriale o hai tutto sotto controllo?

TUTORIAL MOMENT, Sostenibilità e consapevolezza per il nostro benessere

Video maglia alta

https://www.urbancrochet.com/wp-admin/post.php?post=399&action

Oggi impariamo un altro punto, la maglia alta, Trovi i link ai video

ci sarà utile perché potremo

alternarla alla maglia bassa, alternare  le righe o gli stessi punti tra loro per creare trame diverse, diverse

combinazioni per infinite trame.

Trova la tua.

E comincia a scrivere le tue pagine del diario

https://www.youtube.com/@Urbancrochet/playlists

LA PASSIONE CHE BRUCIA

La passione che brucia, a uncinetto

Nuova puntata PODCAST CONTA CON ME

PODCAST conta con me

MOMENTO DELLA GIORNATA, la passione che brucia

Il mio momento prima di entrare al lavoro, ma perché il viaggio dura così poco?

Prima di appassionarmi all’uncinetto mi portavo sempre dietro un libro . Ora ho sempre un gomitolo in borsa e l’uncinetto in tasca.

E’ piccolo e occupa poco spazio, lo porti ovunque e lo puoi lasciare e riprendere con facilità.

Ho sempre in lavorazione più progetti insieme, ma di tipologie diverse: come coi libri.

C’è il  progetto per il divano, che di solito è un progetto grande, con punti facili e ripetitivi, puoi seguire le tue serie preferite mentre lo lavori,

o rilassarti chiacchierando  con amici e famigliari,

ormai si sono abituati a vedermi sempre con le mani in movimento.

il progetto da scrivania, di solito lo riservo ad un lavoro più complesso se richiede calcoli e attenzione. Ho la necessità di prendere appunti e mi occorre più concentrazione.

La scrivania mi  mette in uno stato di efficienza laboriosa. Mi piace sicuramente rilassarmi, ci sono però anche momenti in cui trovo piacere nel far funzionare il cervello. Ho bisogno di far frizzare il cervello, di stimoli e sfide.

E  il progetto da borsetta,  che è piccolo e maneggevole, e mi segue ovunque.

E tu, sferruzzamente parlando, sei monogamo o poligamo?

RIFLESSIONE

Di persone che affrontano un progetto alla volta ne ho conosciute pochissime, o forse nessuna ora che ci penso.

La creatività mi spinge a essere curiosa e a esplorare cose nuove da provare, infatti oltre ai vari progetti ho in lavorazione anche tanti campioni, esperimenti e tentativi di nuovi punti e combinazioni di colori.

Mi succede sempre quando lavoro a uncinetto, vengo stimolata da nuove  idee e spunti che devo subito mettere in pratica. Più lavoro e maggiori sono gli stimoli.

Se mi ritrovo con un blocco di creatività, ormai lo so, non devo fare altro che prendere in mano un filo e l’uncinetto e lavorare, anche senza meta, solo per il piacere di muovere le mani.

Il mio cervello ne coglie subito gli stimoli e si riattiva. Chissà dov’erano tutte queste nuove idee prima,

Si verifica uno sblocco. E ogni volta mi sembra una magia.

LA PASSIONE CHE BRUCIA

La tua passione per l’uncinetto ha preso il sopravvento e ti è sfuggita di mano?

Prognosi: MATTA di uncinetto

Quali sono i sintomi di questa malattia? Non sarà mica contagiosa!

Oggi facciamo autodiagnosi: misuriamo la tua e la mia febbre per l’uncinetto.

Ecco i 20 sintomi certi: se ne hai almeno 12 sei ammalato! la passione che brucia

  1. Il numero dei tuoi gomitoli in casa o delle borse progetto disseminate ovunque è diventato insostenibile.  Non sapendo  più dove metterli stai seriamente meditando si soppalcare.
  2. Parti per le vacanze o per un we e devi prevedere una valigia in più per i tuoi progetti e i filati.
  3. Cammini, fai una passeggiata, guardi le vetrine dei negozi ti fermi qualcosa ha catturato la tua attenzione. Scatti una foto e subito devi ritornare a casa e replicare quel maglione o accessorio che hai visto.
  4. Arrivi nel tuo negozio di filati preferito, ti vedono ti stendono un tappeto rosso ti chiamano per nome e in poche parole cominciano a fregarsi le mani
  5. A Natale, al tuo compleanno, ad ogni circostanza chi ti conosce sa che per farti felice basta regalarti un gomitolo.
  6. D’estate quando il termometro va a 40  lavori lo stesso i filati invernali, scegli deliberatamente di morire di caldo ma devi assolutamente finire quel maglione entro settembre.
  7. Ogni fine settimana si sa le tue gite sono un giro al negozio preferito, alla bancarella del mercato, a fiere o eventi (solo per dare un’occhiata  non compro nulla, ho già tanto). Seh! e qualcuno ha già smesso da tempo di accompagnarti.
  8. La tua routine quotidiana, da un momento tranquillo passato nel posticino a lavorare, magari mezz’oretta dopo cena, a fine giornata, per rilassarsi ……si è trasformato in: ovunque e dovunque. Mentre parli con qualcuno, mentre aspetti l’acqua che bolla, in coda in posta, dal dentista, in treno, tra amici,. A qualsiasi ora del giorno e della notte.
  9. Manutenzione dei capi fatti a mano con i filati naturali: prima usavi solo la lavatrice, ora devi lavare a mano. Sciacquare alla temperatura corretta, strizzarli delicatamente uno ad uno avvolgendoli nell’asciugamano, metterli in bloccaggio, stenderli in piano, riporli in luogo sicuro da acari. E tutto un sacco di altre cose che effettivamente gravano ulteriormente sui tuoi compiti quotidiani.
  10. Non vuoi più guidare se sei in compagnia, pretendi che lo faccia l’altro, così puoi lavorare a  quel progetto che devi assolutamente finire il prima possibile.
  11. Ti ritrovi a guardare le previsioni del tempo non più per andar a fare un bel we al mare ma per capire se puoi lavare i tuoi maglioni.
  12. Hai una lista lunga di pattern e schemi acquistati on line di cui non potevi proprio fare a meno e per replicarli tutti dovresti avere 7 vite come i gatti.
  13. Sei appena tornata dalle vacanze scorri la tua galleria di foto e scopri che hai più foto di modelli di capi e accessori che di tramonti.
  14. Vai in merceria a comprare un ago e……. dopo 3 ore ti ritrovi in cassa con 200 euro in meno e un vago senso di colpa.
  15. I gomitoli te li guardi, te li coccoli, te li annusi, te li accarezzi.
  16. Ti accorgi ad un certo punto che i we, il tuo tempo libero piano piano viene completamente assorbito dall’u. E’ piacevole ma ti toglie energie e anche un po’ di libertà.
  17. Prima la tua stagione preferita era l’estate e amavi il cado, ora non vedi l’ora che arrivi l’autunno e l’inverno per lavorare filati caldi e indossare i morbidi capi.
  18. Dal tuo estratto conto bancario, è evidente che quello che prima spendevi in vestiti ora lo spendi per lo shopping dell’uncinetto.
  19. Ti rendi conto che il numero dei gomitoli che possiedi è aumentato, che molti di quei filati non li conosci abbastanza bene e non sai come utilizzarli. E ora che hai scelto un nuovo progetto da iniziare ti accorgi che non hai in casa il filato adatto e lo devi comprare.
  20. Ti svegli di notte e ti vengono in mente soluzioni di calcoli che non riuscivi a far quadrare oppure idee per l’ennesimo nuovo progetto. A quel punto ti devi assolutamente alzare e prendere nota, prima di dimenticartene.

RIFLESSIONE

E ora dimmi sei stato contagiato anche tu?

L’uncinetto dovrebbe renderci felici e dobbiamo imparare a gestire questa passione in un modo equilibrato.

Dobbiamo impegnarci a renderlo sostenibile per noi e il pianeta.

TUTORIAL MAGLIA BASSA, la passione che brucia

https://youtu.be/v_Yn7MEmql8

Ed ora si comincia a fare sul serio,

avete fatto il cappietto? E la catenella?

oggi impariamo a fare la maglia bassa e il nostro progetto comincerà a prendere forma. Qui sotto troverai il link al video.

Ho deciso di svelarti che cosa sarà:

realizzeremo la pagina di un diario,

già …ma perché??

Motivazioni pratiche: è un rettangolo, dalle dimensioni piccole, quindi è come un campione, lo lavoriamo con la maglia bassa oppure decidi tu il punto che preferisci, se sei già esperto.

Puoi realizzarne tante di pagine con diversi punti, colori e combinazione di filati. Ma non tutte subito, saranno pagine che accompagneranno i tuoi sforzi e documenteranno i tuoi progressi.

E alla fine possiamo rilegarle in una bella copertina.

Motivazione sentimentale: diventerà il tuo diario dell’uncinetto. Il libro ricordo dei tuoi primi passi, e col tempo una raccolta di tutti i punti che ti piacciono, che hai provato o inventato, un aiuto per organizzare i tuoi campioni.

Comincia a tessere la tua storia, i tuoi ricordi, i tuoi sogni.

Conta con me.

https://www.urbancrochet.com/wp-admin/post.php?post=363&action